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Ferita alla gamba ai tempi del Coronavirus: che fare?

Aprile 23, 2020

Elisa ci ha scritto da Praga per chiedere consiglio su una piccola ferita alla gamba, che si è infettata.

Elisa vorrebbe tornare in Italia per continuare il trattamento, ma al momento, a causa dell’emergenza Coronavirus, non può spostarsi.La nostra Coordinatrice Infermieristica del Centro Cura Ferite Difficili (CCFD) del Centro Iperbarico di Ravenna, Klarida Hoxha, le ha risposto.

Di seguito pubblichiamo lo scambio di e-mail.

 Buongiorno dottor Pasquale,

 mi chiamo Elisa. Sono italiana e abito a Praga.

A gennaio, si è infettata una piccola ferita che ho sulla gamba. In ospedale mi hanno dato degli antibiotici, hanno pulito la ferita e poi l’hanno medicata di solito con povidonum iodinatum. Mi hanno poi sottoposto a un esame di scintigrafia ossea e mi hanno detto che non c’è infezione nell’osso. Da due settimane, non vado in ospedale per paura del Coronavirus e medico la ferita da sola.

La ferita è larga circa un centimetro ed è vicino all’osso. Nel 1983 ho avuto un incidente e la gamba aveva cancrena. Era stata salvata, ma la pelle è molto vicino all’osso. Si è formato uno strato giallo, ma non è una crosta e non so se vada bene. Poi, vorrei sapere quali creme è meglio usare a casa.

Ora non posso venire in Italia a causa del Coronavirus; le frontiere sono bloccate e anche qui consigliano di non andare in ospedale adesso.

Potete consigliarmi quali creme usare (ho a casa Betadine, Iruxol, Connettivina Bio Plus)? Conoscete qualche centro a Praga o qualche medico che usi i vostri metodi? In ospedale non sanno più che fare.

Per aumentare la circolazione è utile muovere la gamba (fare qualche esercizio, camminare) o è meglio far riposare la gamba? Qui mi hanno consigliato di tenerla almeno a livello orizzontale. Devo lasciare la ferita così com’è o è meglio togliere i bordi con una pinzetta sterile?

 Vi ringrazio molto per il vostro aiuto,

Cordiali saluti/ Best regards,

Elisa

Gentile Elisa, grazie per averci contattato. Mi dispiace che questo problema si sia presentato in un momento così difficile dove, come ha giustamente detto, per causa di forze maggiori, non si può effettuare uno spostamento.

Il fatto che la scintigrafia ossea non rilevi infezioni sottostanti è una buona cosa, perché vuol dire che, anche se la lesione rappresenta un problema, questo non è grave e possiamo risolverlo molto più facilmente. Certamente richiederà del tempo, perché il tessuto sottostante manca e la pelle non è più elastica come prima dell’incidente, quindi fa fatica a cicatrizzare per una seconda volta sulla cicatrice.

La cosa più importante adesso è tenere tutto sotto monitoraggio e non intervenire in maniera autonoma sulla lesione con interventi invasivi (pinzette, bisturi ecc.), per evitare non solo di danneggiare ulteriormente il tessuto, ma anche di rischiare infezioni locali. In questo periodo non è opportuno. Ci tengo a ricordare che, nella cura delle ferite difficili, come per tutti gli altri settori, è sempre bene affidarsi a personale sanitario preparato e competente in grado di valutare e garantire i migliori trattamenti. Gli operatori del Centro Cura Ferite Difficili (CCFD) del Centro Iperbarico di Ravenna sono altamente formati per riconoscere e identificare una lesione di difficile guarigione e utilizzare tutte queste tecniche e terapie con la massima professionalità e competenza.  Quello che può fare a casa, nel frattempo, è continuare a medicarsi. Il tessuto giallo, come lei lo descrive, è difficile capire di cosa si tratti, senza poterla vedere di persona. Potrebbe essere fibrina o anche essudato secco, ma potrebbe essere anche un difetto di cicatrizzazione. Al momento quindi, le consiglio di tenere protetta la zona e di medicarsi con la connettivina che ha già a casa, sperando che questo periodo finisca il prima possibile, per poi affidarsi a delle persone esperte. Purtroppo a Praga non conosco la situazione e non ho contatti di cliniche che si occupino di wound care.

Per quanto riguarda gli esercizi fisici, la camminata è molto importante per fare arrivare più sangue ossigenato possibile alla gamba, migliorando così la circolazione. Con l’incidente, è probabile che anche le vie linfatiche si siano danneggiate, quindi il consiglio di tenere la gamba in orizzontale quando è a riposo, è un buon consiglio. Infatti, se quando sta seduta rimane con la gamba giù, questa potrebbe gonfiarsi. È importante però che non pieghi troppo la gamba a livello dell’inguine, perché potrebbe ostruire le vie linfatiche inguinali; quindi sarebbe controproducente.

Noi rimaniamo a disposizione quando vorrà venirci a trovare, sperando che questa situazione finisca il prima possibile.

Un caro saluto, Klarida Hoxha

Coordinatrice Infermieristica Centro Cura Ferite Difficili (CCFD)-Centro Iperbarico Ravenna

 

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