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Aderenze post operatorie di natura nervosa: come si può risolvere?

Ottobre 17, 2014

La moglie di Giuseppe soffre da anni di mal di schiena. L’operazione risolutiva va bene, ma dal giorno della stessa inizia un nuovo calvario, dato da un dolore simile a una sciatica alla gamba sinistra, una sospetta aderenza post operatoria.

Ecco, nel dettaglio, il messaggio che ci ha scritto:

Mia moglie, 58 anni, soffre di dolori alla schiena da 30 anni. Dopo varie visite e diversi anni in centri come il Gaetano Pini e il Galeazzi a Milano, il Rizzoli a Bologna e tanti altri, nel 2006 a Ome (Brescia) si è sottoposta alla visita del Dott. Henry Graf che decide di fare una artrodesi sugli ultimi tre livelli della spina dorsale.

Avevamo già provato diverse terapie peridurali, infiltrazioni di botulino e altre che non sto qui a elencare ora: alla fine decidiamo per l’intervento. Mia moglie viene operata nel 2008 a Lione perché il dott. Graf nel frattempo non operava più in Italia.

Facendola breve, l’intervento va bene. Però, sin dal primo giorno, mia moglie inizia ad avere un dolore come una sciatica alla gamba sinistra. Ci dicono di aspettare ma passano i giorni, i mesi, gli anni e il dolore è sempre presente, più o meno forte.
Continuiamo a fare ulteriori visite come all’inizio, solo che nel frattempo non possiamo più contattare il Dott. Graf che si è trasferito a Dubai e ci prescrive antidolorifici telefonicamente.

Dopo diverse visite alcuni Dottori sostengono che ci sia un restringimento del forame e una formazione di osso dovuto alla proteina usata dal Dott. Graf: INDUCTAS. Si decide quindi per un’altra operazione al Galeazzi di Milano e a febbraio mia moglie viene operata per liberare il canale dove passa il nervo e limare la parte ossea.

Morale: mia moglie ha ancora il dolore alla gamba sinistra e una nostra amica mi parlava di aderenze post operatorie ma non sappiamo dove rivolgerci. Su internet ho trovato il vostro sito e chiedo se voi potete fare qualcosa.

Grazie e distinti saluti,
Mussinelli Giuseppe

Leggi qui sotto, nei commenti, la risposta della nostra dott.ssa Belkacem. Per saperne di più sul percorso riabilitativo studiato dal Centro Iperbarico Ravenna, clicca qui:

 

Scopri il nostro percorso di riabilitazione

 


 

Nedjoua Belkacem

17/10/2014, 12:10:33

Caro Giuseppe
Ho letto con attenzione la spiacevole storia di sua moglie e posso immaginare la sofferenza invalidante che ciò può generare ma temo di non poter esserle di grande aiuto.

Prima di parlare di terapie bisogna cercare di capire qual è la causa della persistenza del dolore e di conseguenza si impone un indagine con vari accertamenti mirati e indicati dal neurochirurgo.

Se il dolore irradia alla gamba sin diventa espressione di una sofferenza del nervo sciatico dovuta probabilmente ad una compressione di origine da identificare a livello della sua radice. Si tratta quindi di identificarne la causa per poterla rimuovere.

Da quanto ci scrive mi sembra di capire che sua moglie sia stata sottoposta ad un intervento di fusione delle vertebre in sede lombare (parte della schiena all’altezza dei reni), intervento applicabile per il trattamento del dolore persistente e lesioni nei seguenti disturbi: restringimento del canale spinale, danni alla colonna vertebrale, Scoliosi (curvatura anomala della colonna vertebrale), ernia del disco.

L’intervento consiste nell’installazione di un piccolo manicotto metallico, riempito con materiale di innesto osseo collocabile tra le vertebre. Le complicazioni sono rare, ma non c’è nessuna procedura che garantisca l’assenza di rischio e fra le complicazioni ci possono essere danni ai nervi, che causano dolore, intorpidimento, una sensazione di formicolio. Questo non significa che il dolore che tortura sua moglie sia correlato all’intervento ma non è da escludere.

Pertanto la invito ad insistere nel cercare di identificare la causa per poi poter determinare la cura. In attesa mi sento di consigliare sua moglie di sottoporsi ad una visita fisiatrica per intraprendere esercizi che consentano di rafforzare la schiena, esercizi con un basso carico sulla colonna vertebrale come camminare o nuotare.

Grazie per l’interesse che ci dimostra.
Dott.ssa Nedjoua Belkacem

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