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Enfisema polmonare: posso immergermi fino a 10 metri?

Aprile 15, 2013

Gian Maria, collega medico e appassionato subacqueo, ci ha scritto perché, a seguito di un enfisema e conseguente insufficienza polmonare, ha alcuni dubbi sull’opportunità di svolgere immersioni a scarsa profondità, consapevole del fatto che non sia sicuramente possibile svolgere quelle più profonde.

Per correttezza, segnaliamo che Gian Maria ha inviato tre solleciti per la risposta che gli era stata promessa dalla redazione di medicina subacquea del Centro Iperbarico di Ravenna. Questo è il messaggio che ci ha inviato:

Buonasera. Sono un collega medico, sub da 40 anni (anche istruttore). Ho fatto visite dal pneumologo (compreso la polisonnografia, che è risultata negativa), dall’allergologo, dal cardiologo, dall’otorino, dal radiologo e quant’altro. La diagnosi è enfisema e la TAC segnala: “Evidenti manifestazioni di enfisema centrolobulare, parasettale, prevalenti ai lobi superiori (a destra in particolare). Diffuse alterazioni della densità parenchimale (interessanti sopratutto il mantello periferico) ai campi medio inferiori con incremento della densità a tipo vetro smerigliato, associato a “honey combing” soprattutto ai segmenti dorsali dei lobi inferiori e associato a fenomeni minimi di bronchiectasia dei vettori basali dei lobi inferiori. Calcificazioni intimali aortiche e coronariche”.

Scusa la lungaggine ma volevo darti il quadro clinico. A parte l’indubbia diagnosi, il quesito al quale chiederei una risposta è il seguente: le immersioni sono vietate anche entro la profondità massima dei dieci metri per rimanere nei limiti di una atmosfera relativa (due atmosfere assolute)? Il problema grave, nel mio caso, credo sia diverso dall’incidente da decompressione (MDD) ma riguardi ben altri fattori polmonari e i danni che potrei subire. Di questo ne sono consapevole e pertanto ti chiedo quale sia il reale rischio a una profondità massima di 8/9 metri. Anche il solo dubbio che io possa avere problemi in immersione, anche in basso fondale, è sufficiente per indurmi ad appendere la muta al chiodo!

Ti ringrazio per la cortesia

Gian Maria Brancoli (Livorno)

Risponde qui sotto, nei commenti,  il nostro Direttore Sanitario Dott. Pasquale Longobardi, laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee.

Per approfondimenti sui nostri servizi legati alla medicina subacquea clicca qui sotto:

 

Vai alla pagina Medicina Subacquea

 

Pasquale Longobardi

15/04/2013, 20:39:21

caro Gian Maria, ti ringrazio per l’attenzione e la stima. Secondo la linea guida dell’European Diving Technology Committee (EDTC) che è applicata presso il Centro iperbarico Ravenna, in caso di malattia polmonare cronica ostruttiva il rischio è, come tu stesso hai intuito, la sovradistensione polmonare durante la risalita dalla immersione, l’aumentata probabilità di annegamento in caso di attacco di tosse durante immersione, la ridotta riserva polmonare in caso di sforzo in immersione. Difatti nell’enfisema la superficie polmonare è ridotta per la distruzione degli alveoli.
La controindicazione è assoluta, per qualsiasi profondità, se ci fosse insufficienza polmonare anche moderata.
L’immersione è consentita solo se l’insufficienza respiratoria fosse lieve, cioè alla spirometria: FEV1 e FVC superiore al 70% e rapporto FEV1/VC superiore al 60% (superiore al 72% per il Centro iperbarico Ravenna). In quest’ultimo caso l’idoneità all’attività subacquea è possibile con le seguenti restrizioni: evitare l’immersione qualora sia previsto notevole impegno fisico (p.es. acque fredde, corrente intensa); la malattia respiratoria deve essere adeguatamente compensata dai farmaci (p.es. stimolanti beta adrenergici).
Essendo tu un collega medico, valuta la tua spirometria: se rientra nei parametri sopra indicati contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: scrivici@iperbaricoravenna.it) per un appuntamento con il dr. Umberto Priolo, pneumologo e medico subacqueo. E’ molto esperto e competente, saprà darti un parere certo sulla possibilità di immergerti in sicurezza.
In assenza di tale parere, evita l’attività subacquea per qualsiasi profondità. In base a una legge fisica, sono proprio le minori profondità (alto gradiente di pressioni) quelle più a rischio per il barotrauma polmonare.
Ti saluto cordialmente, Pasquale Longobardi

ps: mi dispiace per il ritardo nella risposta. La Redazione ha preferito che ti rispondessi personalmente per l’importanza del caso clinico: impegni di famiglia e di lavoro motivano il ritardo. Ciao

Gian Maria Brancoli

16/04/2013, 09:33:16

Buongiorno!Ti ringrazio per l’esauriente e precisissima risposta con le delucidazioni di cui avevo bisogno.Per il momento i dati FEVI e FVC sono superiori ai valori sconsigliati come pure il loro rapporto.Confido nella terapia medica che sto seguendo con scrupolo da sei mesi circa.a breve ripeterò la spirometria di controllo insieme alle analisi del caso. spero che i valori diano almeno un cenno di diminuzione anche se per il momento la mia è solo una sensazione di risposta clinica soggettiva dal punto di miglioramento respiratorio.Dopo aver fatto i controlli di laboratorio e clinici vi aggiornerò anche per darvi un mio personale contributo circa i risultati farmacologici che ho adottato(unito allo smettere di fumare il mio adorato mezzo sigaro toscano due tre volte a settimana ed alla ripresa dell’attività fisica in palestra di pari passo all’inizio della terapia farmacologica).Grazie Gian Maria Brancoli

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