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Come guarire rapidamente da piaghe da decubito?

Maggio 13, 2013

Antonio, la madre del quale soffre di Alzheimer, ha subito una frattura del femore e seguenti piaghe da decubito, ci scrive per chiedere se esiste una rapida cura da affiancare alla terapia iperbarica, tenendo conto del suo stato di salute.

Questo è il suo messaggio:

Carissimo dottor Longobardi, le scrivo in quanto mia madre è affetta da morbo di Alzheimer e circa 3 mesi fa è caduta per la rottura del femore, un classico per le persone anziane.
A seguito di operazione e allettamento è stata soggetta a formazione di piaghe da decubito, per le quali oggi si sottopone giornalmente a trattamento iperbarico.

Quello che volevo chiedere è semplicemente questo: a parte le sedute in camera iperbarica, esiste qualche altra cosa che possa aiutare mia madre in una guarigione più rapida, considerando che – come già detto in precedenza – parliamo di un paziente affetto anche da morbo di Alzheimer?

Grazie

Leggi qui sotto, nei commenti, la risposta del nostro staff medico infermieristico e poi approfondisci i nostri percorsi di cura dedicati alle ferite difficili cliccando qui:

Vai alla sezione Trattamento Ulcere e Lesioni

 

Elena Bezzi

13/05/2013, 11:03:02

Gentile Antonio, grazie per aver scelto di scriverci e della stima che ci dimostra.

Le lesioni da pressione (piaghe da decubito), come lei ci racconta, non sono una malattia ma la conseguenza di una o più patologie. Per questo motivo l’unico impedimento alla guarigione è quello di eliminare l’ostacolo che ha portato all’insorgenza delle piaghe.

Leggo dalla sua richiesta che la mamma si sta già sottoponendo a terapia iperbarica, molto utile per ossigenare meglio i tessuti e soprattutto per diminuire la carica batterica sulla ferita.

Secondo la nostra esperienza, il migliore approccio è comunque quello di valutare la persona nella sua totalità.
Nel caso della sua mamma, come per tutti gli altri in cui si presenta un decadimento fisico, non va sottovalutato l’aspetto nutrizionale perché una alimentazione scorretta non permette alle ferite di chiudersi: è importante che beva molta acqua (la disidratazione e una delle complicanze anche del morbo di Alzahimer) e che mangi alimenti ricchi di vitamina E, A e B che aiutano a rinforzare il tessuto cutaneo.

Per quanto riguarda l’assistenza infermieristica, è necessario cercare di migliorare la qualità della vita per eliminare gli elementi esterni che portano all’insorgenza o al peggioramento dell’ulcera. E’ fondamentale mantenere la cute asciutta e pulita poiché l’ambiente umido favorisce la penetrazione di batteri.
Inoltre bisogna cercare di evitare (o diminuire) la pressione nelle zone interessate utilizzando presidi idonei (particolari cuscini o materassi, protezioni, ecc..), che però non devono essere visti come una scusa per diminuire la frequenza dei cambi posturali, soprattutto se la mamma ha difficoltà alla deambulazione.

Ovviamente il trattamento varia a seconda di come si presenta la ferita. Oggi abbiamo a disposizione medicazioni avanzate e terapia a pressione negativa che, utilizzate nel giusto modo, possono notevolmente accorciare i tempi di guarigione.

Nel nostro Centro la prassi è quella di svolgere una visita di valutazione che permette di capire bene il problema di ogni singolo pazienti e di mettere in atto percorsi personalizzati a seconda delle sue esigenze. Se per il paziente è problematico spostarsi possiamo anche dare indicazioni per come seguirla al meglio da casa, stabilendo controlli periodici (solitamente mensili).

Se vuole prenotare una visita presso il nostro Centro o avere maggiori informazioni la invito a chiamare la nostra segreteria al numero 0544/500152 o a mandare una mail a segreteria@iperbaricoravenna

Rimango a sua disposizione e la saluto cordialmente,
Elena Bezzi

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